CENNI STORICI
BOVOLONE LE ORIGINI
I primi documenti che parlano ufficialmente di “Bodolone“, sono risalenti all’anno 813, ma sicuramente i primi insediamenti nel territorio sono antecedenti. Le ricerche archeologiche effettuate , portano però le reali origini dei primi nuclei abitativi di una popolazione dimorante su palafitte, intorno al 2500 a.C. nell’ Era Quaternaria a cavallo tra l’ Era della Pietra e quella del Bronzo. Ciò che ha permesso tale datazione è stata la scoperta, fatta più di un secolo fa, di una grande necropoli in località Prato Castello. Vennero portati alla luce molteplici oggetti e strutture: urne cinerarie, sepolcri, vasi di corredo, punte di freccia e coltelli in selce lavorata, resti di fuochi e di palafitte, ed un pozzo in legno. Si scoprirono tracce del doppio rito di sepoltura, inumazione e incenerimento, così si diede corpo all’idea che si trattasse di una popolazione dimorante su palafitte, come nel basso Lago di Garda. Sin dalla preistoria il territorio di Bovolone è sempre stato una zona di transito e di insediamento da parte di molte popolazioni.
Dagli Illirici ai Veneti, dagli Etruschi ai Galli Cenomani. Sotto il dominio romano Bovolone nel 222 a.C. conobbe un notevole sviluppo culturale ed economico, in quanto si trovava al centro di alcune importanti arterie stradali romane: la via Claudia Augusta, che dal Brennero si immetteva nella via Emilia, la via Emilia Albinate e la via Postumia che univa Verona ad Aquileia. Successivamente alle invasioni barbariche dei Germani, dei Lepidi e degli Svevi, come l’Italia dell’epoca, nel 569 passò sotto il dominio dei Longobardi; di qui il nome del capoluogo che verosimilmente deriva dal nome di un personaggio di origine longobarda, tale “Bodilo”. In seguito fece parte del Sacro Romano Impero (951) e conobbe uno dei suoi momenti di maggior splendore e benessere.
Nel Medioevo, sorsero grandi iniziative economico-commerciali e vennero promulgati importanti “statuti rurali” che fecero di Bovolone uno dei paesi più importanti della provincia veronese. Ricordiamo ad esempio l’istituzione nel 1278 della Fiera annuale di San Biagio e la costruzione di un ospedale-ricovero ad opera di Donna Verde da Salizzole moglie di Alberto I° della Scala e madre di Cangrande. Come tutto il territorio veronese, nel 1405 entrò a far parte della Repubblica di Venezia. Anche in questo periodo il paese ebbe grandi mutamenti sociali e sviluppò un notevole progresso economico e culturale. Bovolone rimase Contea Feudale sotto la giurisdizione del Vescovo di Verona fino alla Rivoluzione Francese. Dopo più di un millennio, Bovolone cessò di essere un Feudo Vescovile quando, nel 1769, con l’arrivo di Napoleone Bonaparte, passò sotto il dominio francese. Nel 1814 le truppe austriache occuparono Bovolone e con il congresso di Vienna entrò a far parte del Regno Lombardo-Veneto e vi rimase fino al 1866 quando, dopo un plebiscito, fu aggregato al Regno d’Italia. Fù questo un periodo di terrore e di regime politico oppressivo. Nel 1860, alla spedizione dei Mille garibaldina, partecipò anche il bovolonese Antonio Bellini (1835-1897).
Nel 1861, quando venne proclamato il Regno d’Italia, Bovolone risultava ancora sotto il controllo austriaco e vi rimase fino al 1866 quando, dopo un plebiscito, fu aggregato al Regno. Dopo la Grande Guerra (1915-1918), verso la fine degli anni trenta del secolo scorso Bovolone fu sede di una scuola di volo senza motore, destinata alla formazione aeronautica iniziale di una struttura paramilitare della Regia aeronautica (GIL). Durante la seconda guerra mondiale, nel 1944-1945 l’aeroporto di Bovolone fu anche sede di un gruppo di bombardieri a tuffo della Luftwaffe.